2 Giugno 1946. Bandiere e bandierine

 

Il 2 giugno del 1946 il Popolo italiano tornava a votare dopo una dittatura che glielo aveva impedito per oltre un ventennio, convinta che bastassero forza e prepotenza per stabilire ordine e disciplina, per “fare cose buone”.

Il 2 giugno del 1946, con il primo voto libero e a suffragio universale della Storia italiana, non nasceva solo la Repubblica, ma si recuperava l’idea, sepolta da un quarto di secolo, che un Popolo non fosse una massa, un gregge da riunire sotto un pastore, carne da cannone per assecondare la volontà di potenza dei pochi, braccia da far lavorare, bocche da riempire e teste da rompere quando non allineate.

La negazione del voto (e di tutte le libertà personali) avveniva senza riporre alcuna fiducia nelle capacità di quel Popolo che il fascismo diceva di voler unire, amare e proteggere, ma a cui da 25 anni veniva negato il diritto di alzarsi in piedi e indicare autonomamente il proprio futuro.

Il 2 giugno del 1946 per la prima volta votavano anche le donne e si inaugurava quella lunga stagione in cui il Popolo sarebbe tornato a scegliere e non ad acclamare, ad assumersi responsabilità, sbagliare, dividersi, senza mai dimenticare di essere un Popolo, unito sotto una bandiera da una Costituzione e non sotto una Famiglia reale da un Capo.

Il tricolore del 2 giugno del 1946 è ispirato a quello francese del 1879: non ha il simbolo di Casa Savoia, né l’aquila della RSI di Salò, ma è quello originale, sventolato nel Risorgimento, prima ancora che venisse adottata dal Regno di Sardegna con lo stemma Sabaudo, da patrioti che morivano nel tentativo di unire tanti piccoli Stati in uno solo, sotto l’ideale più grande, quello della Libertà.

la Repubblica e le sue Istituzioni, la Libertà, l’Uguaglianza e la Democrazia: utilizzati spesso da chi le nega, drappi e distintivi verdi, bianchi e rossi sono scaduti troppe volte a ingannevoli feticci; ma è solo quando il tricolore sventola in nome di quegli ideali, che non ricorda solo il sangue versato per esso, ma quale sia il suo vero significato, facendosi finalmente non più bandierina una parte, ma bandiera di tutto un Popolo.

Viva il 2 giugno, Viva la Repubblica!

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