Due fotografie, pallonate contro la vita, un calcio scomparso e la Lazio che c’è ancora

 

Oggi Giorgio Chinaglia avrebbe compiuto settant’anni. Per l’occasione, pubblico un mio ricordo del centravanti laziale scritto in occasione della sua scomparsa.

chinaglia

C’è una foto famosa, con l’omone urlante che punta il dito contro i nemici inferociti, sul volto l’urlo vittorioso di chi ce l’ha fatta per l’ennesima volta.

Poi ce n’è un’altra, magari famosa anche quella, ma io non l’avevo mai vista prima d’oggi.

Sul muro una scritta, fatta da una mano malferma, dice “Laziali Basta.rdi”. Roba da far digrignare i denti e stringere i pugni per chi a Roma ha scelto i colori del cielo.

Ma subito sotto la scritta, nella foto, c’è lui. Continua a leggere

Il lavoro mobilita l’uomo.

PD_ER_Manifesto_Primo_Maggio.inddMio padre che lavora la notte e dorme di giorno. Mia madre che mi mette in un box con fratelli e cugini per scrivere a macchina la tesi di qualcuno che oggi forse è nonno. Un negozio da mandare avanti, con mia sorella adolescente alla cassa. Un fratello che va a Rimini a fare il cameriere l’estate, poi si imbarca per tre anni e trova un miliardo di modi per tirar fuori uno stipendio.

A sedici anni fare volantinaggio per andare in vacanza. A 18 vendere le guide alla facoltà nella città universitaria per pagarci la tassa. A venti fare il magazziniere a 3 ore da casa, sudando freddo ogni volta che arrivava un camion da scaricare e col muletto devi correre, che deve ripartire subito. Quando c’è bisogno mettersi alla catena di montaggio, dove i colleghi anziani sono senza espressione, pagati a cottimo, e si incazzano ogni volta che blocchi la macchina perché non riesci a starle dietro. Continua a leggere

La biblioteca del posto dove vivo

Oggi, quasi casualmente, sono stato alla Biblioteca comunale del posto in cui vivo.

Ho sbirciato tra gli scaffali e ho parlato per un po’ con le operatrici che si impegnano affinché quello spazio abbia la dignità che merita.

Fra migliaia di libri e spazi allestiti con grande attenzione, l’orgoglio maggiore l’ho visto quando queste due signore, non certo nel fiore degli anni, mi hanno detto di aver personalmente riverniciato la ringhiera delle scale, o un vecchio armadio. Che erano rossi e belli, e ci stavano proprio bene lì, ho pensato.

Fra migliaia di libri ho visto gli occhi di chi tiene al suo lavoro e al ruolo che pensa di dover ricoprire, ma sente di essere stato lasciato solo dietro le linee nemiche. Perché oggi in biblioteca non ci si va quasi più, e l’importanza di costruire nella nostra vita uno spazio per la letteratura, per la lettura, è ormai un lusso che si ritrova solo nei discorsi dei radical chic.

Mi è tornato in mente David Foster Wallace e il suo celebre discorso Questa è l’acqua sulla necessità di fare della lettura, degli studi umanistici, la nostra possibilità di leggere la vita, prima che i libri.

Mi è venuto in mente che un mondo bello si costruisce dalla difesa delle cose belle, e che il primo lavoro di trasformazione deve essere fatto sull’agenda delle nostre priorità.

Fra migliaia di libri mi è venuto in mente che io, in quella biblioteca, non ci ero andato quasi mai.

E quella ringhiera rossa era bellissima.

Perché, a trentotto anni, era meglio averne ventitré, ma facciamo come fossero quaranta.

febbreOggi è il mio compleanno. Diciamoci la verità, come splendido trentenne ho fallito di brutto, e pure come quarantenne che tutto sommato se la cava, sto già in grossa difficoltà.

Eppure c’è stato un tempo in cui il compleanno non rappresentava una tappa del deterioramento fisico e dell’affievolimento delle facoltà mentali, ma era solo un momento di svago, gli occhi su un futuro ancora troppo lontano per avere una forma.

E’ stato a ventitré anni. E’ durato quindici giorni. Continua a leggere

Scusate il ritardo!

scusate il ritardoSono passati alcuni mesi dal mio ultimo post. Un’era geologica, ai tempi del web.

Sono successe cose abbastanza importanti da allontanarmi dal blog, ma non abbastanza da essere riassunte.

Eppure le statistiche mi dicono che qualche curioso continua a passare da queste parti.

Mi scuso con i suddetti perdigiorno e li informo che, fatto salvo il relativo “chi se ne frega”, da oggi tornerò ad aggiornare questo spazio.

Lettera al mio stalker #FF #stalkingstalkersday

Segnalo questa storia per due motivi. Il primo è perché il personaggio in questione fa ridere, e neanche poco. Il secondo e più importante è perché la storia è dannatamente seria e la superficialità con la quale la denuncia di questa donna viene accolta vuol dire che ne dobbiamo fare di strada ancora, per creare le condizioni di contrasto di questo ignobile reato.

giramenti

Caro Daniel,

da diverso tempo ti reputo il mio stalker e spero davvero che tale qualifica non ti offenda. Del resto, sia chiaro, non saprei come altro considerarti: non un ammiratore e nemmeno un semplice utente di Giramenti.

View original post 807 altre parole