Che cosa avete voluto?

Era il 1978.

“E allora signor Presidente che cosa abbiamo voluto, cosa avete voluto? La parità di diritti? Avete cominciato a scimmiottare l’uomo! Voi portavate la veste: perché avete voluto mettere i pantaloni?
Avevate cominciato con il dire “avevamo parità di diritto”. Avevate cominciato con il dire “perché io alle nove di sera devo stare a casa, mentre mio marito, il mio fidanzato, mio fratello, mio nonno, il mio bisnonno vanno in giro?”. Vi siete messe voi in questa situazione! Non l’abbiamo chiesto noi questo!
E allora purtroppo ognuno raccoglie i frutti che ha seminato!
Se questa ragazza si fosse stata a casa, l’avessero tenuta presso il caminetto, non si sarebbe verificato niente! Eh no signore, è una realtà questa!”

Nel 2023

“Ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi.”

Ecco, la frase di Giambruno dice che certi uomini non si sono mossi di un passo.
E non accetto il giochetto della speculazione politica, perché questa non è una questione imputabile alla destra, o per lo meno non solo alla destra. Quello che accomuna chi la pensa così non è l’appartenenza politica, ma una mentalità maschilista che permea ogni altra cosa, e che (sebbene appartenga persino a non poche donne), è un problema soprattutto di noi uomini.

(Sì ok, non di tutti gli uomini, ma facciamo anche un passo avanti ogni tanto, ok?
Che se non si individua il problema, figurati la soluzione.)

Io lo so cosa abbiamo voluto.
È il diritto a non essere stuprate mai, per nessun motivo, in nessun contesto. E quando invece avviene, quello che abbiamo voluto non è la ricerca delle cause di uno stupro, ma la condanna di uno stupratore.

Non impieghiamo altri 45 anni ad arrivarci.

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Le donne non sono migliori

Non è vero che sono migliori.
Non sono più forti.
Non è manco vero che sono più belle, più armoniche, che il loro corpo è più “artistico”. Ne ho viste di brutte e sgraziate, alcune almeno quanto lo sono io.

Se sopportano di più il dolore, la fatica, il peso della famiglia, la cura del prossimo, è perché non hanno la possibilità di smettere di farlo. Non è che gli schiavi sopportassero la frusta più dei commessi viaggiatori, no?

Se le donne hanno maggiore cura del corpo o della bellezza, non è perché hanno senso estetico innato, ma perché a qualcuno ha fatto comodo facessero così; nel rendere naturale ciò che è artificiale e immorale ciò che è naturale, in fondo gli uomini sono pratici.

Se comandassero le donne, ci sarebbero comunque le guerre. Specie se le scegliessimo con gli stessi criteri che usiamo per gli uomini.

E non è manco vero che sono “difficili da capire”. Non più di chiunque altro ci si sforzi di capire davvero.

Le donne non sono come quelle descritte oggi nei complimenti che ricevono dagli uomini.

Anche se si tratta di uomini sinceri, di quelli che pensano di amarle e rispettarle più degli altri.

E mentre le amano e rispettano, anche loro fanno violenza. Non le picchiano, e meno male, ma subdolamente, inconsciamente nel migliore dei casi, commettono una terribile violenza: le inventano.

Inventano le donne. Le definiscono.

E loro, le più fortunate, sono costrette ad accomodarsi in questa bella sagoma preconfezionata. Dai maschi.

Ed eccole lì, le meravigliose donne, portatrici di virtù, amate e rispettate dai maschi come fossero doni della natura.

E invece sono solo donne. Qualcuna pure stronza.

Capita: sono una diversa dall’altra.

Possono essere in gamba, ma anche incapaci. Affidabili o inette, crudeli o compassionevoli, interessanti o insopportabili. Il più delle volte tutte queste cose insieme a seconda delle circostanze.

Possono essere un sacco di cose, ma non sono l’altra metà del cielo o della mela, non sono il gentil sesso, tanto meno il sesso debole, che ormai la forza non serve più, manco ad aprire il barattolo di maionese.

Sono donne. Riconosciamole per come sono, non per come pensiamo siano, o peggio vorremmo che fossero.

Sono donne. E lo sono senza aver bisogno di maschi che spiegano loro come esserlo o che riconoscano loro la straordinarietà nell’esserlo.

Sono donne, e noi maschi non possiamo mica aiutarle ad esserlo, non ne hanno mica bisogno.

Di essere libere, e con gli stessi diritti? Sì, di quello hanno bisogno.

Di guadagnare quanto un uomo.

Di avere sui figli le stesse responsabilità. Come sulla casa, sul letto o in ogni altro contesto possano stare insieme un uomo e una donna.

E se hanno il diritto di non essere minacciate, hanno anche quello di non dover essere protette. Men che meno perché sono le “nostre” donne.

Non c’è bisogno di lodarle, osannarle, innalzarle, proteggerle. Non serve a loro: quello serve a noi, una volta l’anno.

Essere un po’ meno uomini di merda invece sì, quello aiuterebbe.

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