Uomini che odiano le donne?

Viviamo l’epoca della (illusoria) disintermediazione globale, che ha permesso a chiunque sia dotato di una tastiera o di uno smartphone di entrare in contatto con tutti, fossero questi i grandi della terra, le icone pop del momento o una semplice platea virtuale.

In questo contesto c’è un termine inglese, haters, che è entrato nel vocabolario comune insieme alle altre parole legate all’utilizzo dei social network: selfie, like, follower ecc.

Un hater è letteralmente un odiatore, qualcuno cioè che impegna gran parte del suo tempo a odiare un personaggio che abbia una qualche visibilità, manifestando questo suo sentimento pubblicamente, sui social network, legittimato da una mal interpretata libertà di espressione.

Il fenomeno è complesso, tocca molti aspetti dell’organizzazione sociale, ed è trasversale: coinvolge utenti di diversa età e attivi in diversi ambiti, ed è difficile indicarne le cause, individuate a volte nell’invidia sociale, altre nella mancata educazione, altre ancora nella necessità di crearsi un’identità virtuale riconosciuta e definita proprio in base all’opposizione al nemico. Continua a leggere

No, il social media manager di INPS non ha ragione (e voi non dovreste ridere)

Sono diventate virali sui social, in particolare su FB, gli screenshot dei commenti di chi, sulla pagina INPS per la famiglia, chiede informazioni sul reddito di cittadinanza.

Già le richieste, comunicate spesso in un italiano arrangiato, sono spiazzanti e inopportune, come quella di chi dichiara di lavorare in nero proprio a chi dovrebbe predisporre i dovuti controlli per evitarlo, oppure quelle di chi se la prende con l’Ente se l’importo dovutogli è inferiore a quanto ascoltato nelle promesse elettorali, fino a chi si rifiuta di seguire le semplici istruzioni ricevute per avere maggiori informazioni, ritenendole troppo difficili. Continua a leggere

Le sentenze al tempo del web

Lucano Paita BoschiNelle ultime ore sono arrivate sentenze che assolvono dalle accuse che erano loro rivolte, l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano (“nessun illecito, aiutava la gente” riguardo le accuse sugli appalti per la raccolta differenziata e i “matrimoni combinati”), l’ex assessore regionale ligure Raffaella Paita (“non spettava a lei diramare l’allerta”, l’accusa era omicidio colposo per l’alluvione a Genova) e Pier Luigi Boschi, papà della più celebre Maria Elena (che dopo le accuse di falso e di accesso abusivo al credito sul caso Banca Etruria, ha visto cadere anche l’accusa di bancarotta). Continua a leggere

Di questo ti devi vergognare, Giulia Sarti!

giulia-sarti-510Dicono che forse hai commesso un imbroglio per intascare dei soldi, che tra l’altro avevi tutti il diritto di intascare. Però se hai mentito è grave. Chiedono le tue dimissioni, e a me interessa il giusto, che in fondo manco t’ho votata.

Dicono poi che forse l’imbroglio lo hai fatto perché ricattata, perché circolano video o foto che ti ritraggono in intimità. “Nuda”, o pure peggio si dice, e io faccio fatica a capire quale sia il peggiorativo di nuda. Continua a leggere

Non ti allarmare fratello mio

Segen

Tesfalidet Tesfom, Segen, a bordo della nave Open Arms (foto http://www.vita.it)

Non ti allarmare fratello mio


dimmi, non sono forse tuo fratello?

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Dieci nazisti di cui (forse) non sai tutto

Il 27 febbraio del  1933, in seguito all’incendio del Reichstag, Adolf Hitler emana le prime leggi che limitano le libertà costituzionali nella Repubblica di Weimar: di fatto si instaura il regime nazista.

Tutti conoscono il volto, la voce, l’ideologia di Adolf Hitler e dei nazionalsocialisti. Ma ci sono aspetti sorprendenti, nelle vite dei più importanti fautori della razza ariana: perversioni, dubbi orientamenti sessuali, dipendenze, problemi fisici, imbarazzanti parentele, menzogne ed episodi di viltà che stridono con l’immagine che gli uomini più potenti del Reich si sforzavano di proiettare. Una breve lista, nella quale forse potete scoprire qualcosa che non sapevate. Continua a leggere