Senza Parole/3

di maio medicina

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Federica Angeli a Liberi sulla Carta

Si è appena conclusa la decima edizione di Liberi sulla Carta, la prima organizzata nella città di Rieti. Come al solito è stata una bellissima occasione di confronto, e con l’autorevolezza dell’oste che parla del proprio vino, direi che è stata un’edizione particolarmente riuscita. Personalmente, ricorderò questo momento: la presentazione di A mano disarmata di Federica Angeli, che Radio radicale ha ripreso integralmente, e non mi ero neanche pettinato.

Federica è da anni al centro di una lotta personale alla mafia di Ostia, che con i suoi libri ha saputo far diventare una lotta collettiva. E’ una donna forte e solare, spiazzante nella sua semplicità, dotata di un coraggio contagioso: se vuoi rivedere la sua testimonianza a LSC, clicca qui!

Se invece vuoi sentire la mia intervista a Radio radicale (scelta consigliata: per radio sembro più bello), clicca qui!

Federica Angeli

Federica Angeli e Fabrizio Moscato a Liberi sulla Carta 2018

 

 

Di stampa, giudizi, politica e camorra

Un anno fa il figlio di un boss della camorra di Mondragone, Francesco Tiberio La Torre, fece su Facebook un endorsement al Movimento Cinque Stelle.

Di maio Camorra

Il post incriminato.

Niente di male, si trattava di un incensurato che auspicava la vittoria del M5S.
Lo stesso Di Maio, incolpevole protagonista, ribadiva come sui figli non potesse ricadere il pregiudizio rivolto ai padri.
Pina Picierno, eurodeputata campana del PD, sollevò l’obiezione che in quei territori sono importanti tutti i segnali, e che Francesco Tiberio La Torre non avesse mai preso le distanze dal padre, in carcere e mai pentito. Continua a leggere

Non era razzismo

Non c’erano musulmani né cinesi.

Pochissimi i negri cui dare del tu, in ogni circostanza, come fossero ragazzini, rappresentati sempre come selvaggi o cannibali con l’osso in testa, oppure incapaci anche solo di parlare in modo corretto, come gli schiavi di Via col vento.

Gli ebrei non arrivavano a 50.000, eppure prima avevano subito italianissime leggi razziali, prima di essere denunciati, rastrellati, deportati e uccisi nei campi di concentramento. Continua a leggere

Beppe Grillo, Natalino Balasso, storia di comici, di Popolo e di Re.

balassonatalino

A giudicare dalla loro parabola artistica, fatte le dovute proporzioni tra Beppe, mattatore degli anni ’80, e Natalino che si è allontanato dagli schermi troppo presto, circa un decennio dopo, la carriera di Beppe Grillo e Natalino Balasso mostra parecchi punti in comune: entrambi comici popolari, dissacranti, coraggiosi nel fustigare i costumi dei loro tempi, entrambi lasciano la TV  per dedicarsi con maggiore libertà al proprio lavoro. Prima in teatro e poi sul web, dagli applausi ai like il passo è breve.

Di Grillo ormai sappiamo tutto: allontanato dalla TV per aver attaccato il PSI al Governo negli anni ’80, da anni gestisce uno dei blog più influenti del mondo. Si impegna in tematiche sociali e prima attacca, poi tocca e infine invade la politica, trasformandosi  da comico a fondatore e “capo politico” di una delle forze maggiormente rappresentate oggi in Parlamento, alla guida di diverse città tra cui la Capitale del Paese.

Un percorso che Natalino Balasso non ha (ancora?) compiuto: come più volte ha affermato, si è allontanato dalla popolarità e dai soldi facili delle tv commerciali per poter disporre di maggiore libertà artistica. Anche lui però, come il suo collega, non disdegna di vestire l’abito del comico-guru e predicatore del web:  lo fa in particolare nei video denominati pomposamente “discorsi di fine anno”, l’ultimo dei quali capace di registrare oltre mezzo milione di visualizzazioni in tre giorni. Continua a leggere