Se stiamo insieme ci sarà un perché

 

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La copertina di LSC Mag su cui è pubblicato questo editoriale

«Se stiamo insieme ci sarà un perché». Chissà se le parole della celebre canzone di Cocciante hanno fatto capolino nella testa dei tredici editori che si sono dimessi dall’AIE (Associazione Italiana Editori), in polemica con lo spostamento del Salone Internazionale del Libro da Torino a Milano.

Le difficoltà organizzative, finanziarie e giudiziarie nate a Torino, hanno infatti aperto le porte alla capitale economica d’Italia, sede dei principali editori italiani, che già dal 2012, con la nascita di BookCity, lasciava intuire l’ambizione di ospitare anch’essa un grande evento di promozione del libro. Continua a leggere

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Chi invitate quest’anno a Liberi sulla Carta?

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Alcuni degli ospiti delle passate edizioni di Liberi sulla Carta: Paolo Briguglia, Ascanio Celestini, Smone Cristicchi, Alessandro Haber, Francesco Pannofino, Johnny Palomba, Antonio Pennacchi, Tony Servillo, Fabio Troiano, Zerocalcare, Neri Marcorè, Paolo Hendel, Stefano Petrocchi, Francesco Piccolo, Nicola Lagioia, Edoardo Leo, Lo striscione che ringraziava i sostenitori del crowdfunding di LSC’14.

Manca un mese alla fine della raccolta fondi che abbiamo lanciato per finanziare l’edizione 2016 di Liberi sulla Carta.
Prima di ogni considerazione, ringrazio tutti quelli che hanno già contribuito alla nostra campagna, e non solo quelli che hanno potuto dare un contributo, magari acquistando le belle T-shirt previste per l’occasione, ma anche chi, non potendo fare di più, ha condiviso il link della nostra campagna.
A trenta giorni dalla chiusura del crowdfunding, devo fare alcune considerazioni, e credo sia giusto farle mettendoci la faccia, su questo spazio personale, in qualità di ideatore e direttore di Liberi sulla Carta sin dalla sua prima edizione.
Lo faccio rispondendo alla domanda del titolo, quella che più spesso ci sentiamo rivolgere noi organizzatori del festival.
E lo faccio con la trasparenza e la chiarezza con cui noi di Liberi sulla Carta abbiamo sempre portato avanti la nostra iniziativa. Continua a leggere

ISBN: storia attuale di un male antico. (Oggi come ieri: “Non ti pago!”)

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Massimo Coppola, nella foto che l’editore utilizza quale avatar sul suo profilo twitter

Ieri si è chiuso il Salone internazionale del libro di Torino, e anche se non ho potuto partecipare (mi avrebbe fatto piacere rivedere qualche faccia amica, un giorno magari scriverò degli amici da fiera, quelli che incontri solo in quei contesti), non è stato difficile intuire quale fosse uno dei temi più caldi di questa edizione.

Il caso Mondadori-Rcs? No, qualcosa di molto meno attuale e certamente meno sorprendente: il fatto che in una consistente fetta del mondo dell’editoria, tendenzialmente, non si paghino i collaboratori.

Ne ho già parlato in questo blog esattamente un anno fa, per questo sono un po’ sorpreso che l’Affaire ISBN abbia suscitato tanto interesse.

Andiamo con ordine, cosa è successo?

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Salvare Liberi sulla Carta in 6 facili mosse.

Contribuire alla campagna di crowdfunding di Liberi sulla Carta è molto semplice. Tuttavia, dal momento che abbiamo ricevuto qualche segnalazione da parte di chi dice di non essere riuscito a portare a termine la procedura, ecco qui un facilissimo manuale d’uso. Basterà seguire le indicazioni scritte nei riquadri gialli per essere certi di aver dato correttamente il proprio contributo: Continua a leggere

Liberi sulla Carta diventa una produzione dal basso!

E’ proprio così.

La Fiera dell’editoria indipendente che si tiene ogni anno a Farfa (Fara in Sabina – RI), nel mese di settembre, è troppo cresciuta per essere gestita ancora con le sole risorse dei primi volontari che l’hanno immaginata e adesso deve scegliere: fermarsi e lasciare un bel ricordo oppure assecondare questa crescita.

Dipendesse da me ovviamente non ci sarebbero dubbi su quale strada intraprendere, ma è proprio perché Liberi sulla Carta è diventata, per fortuna, una cosa molto più grande di me, che non posso essere io a scegliere cosa fare.

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Materpiece è finito. Mi è piaciuto?

Con la puntata di ieri e la vittoria (un po’ annunciata) di Nikola Savic, si è concluso Masterpiece, che gli autori definiscono “il primo talent show al mondo sulla scrittura”.

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Nikola Savic con Massimo Coppola mostra “Vita Migliore”, romanzo che Bompiani pubblicherà in centomila copie.

Su questo blog ho seguito le prime tre puntate, registrando la reazione fredda quando non esplicitamente cattiva del popolo del web e con il format che si apriva a timidi cambiamenti alla ricerca della formula migliore. Non essendo un amante del tiro al piccione e dal momento che dopo l’iniziale bocciatura ritenevo di non poter aggiungere altro, ho evitato di commentare ancora Masterpiece, anche se ne ho seguito (quasi) tutte le puntate.

Adesso che il programma è finito, proviamo a fare un bilancio: si trattava di un esperimento, come è andato?

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“Non ti pago!” La regola aurea dell’editoria?

Parliamo di soldi.

Affrontare un argomento così spinoso, non solo per il mondo dell’editoria, può richiedere alcune precauzioni. E allora cerchiamo di fissare due capisaldi della discussione, senza i quali non è possibile un serio confronto.

Diamo per scontato, dunque, che tutti condividano questi immortali princìpi:

1) Scrivere (come compiere ogni altra opera grazie a una capacità creativa) è un lavoro e in quanto tale deve essere pagato.

2) Nello specifico, un editore è colui che si assume interamente il rischio di impresa della realizzazione e distribuzione di un libro, o di un giornale.

Era necessaria questa premessa, per molti ovvia, per evitare che la riflessione finisse per ripetere argomentazioni già ampiamente trattate altrove, e in modo certo più accurato di quanto possa fare io (per chi comunque volesse approfondire, vi rimando al sempre utile blog di Scrittori in Causa di cui trovate costantemente il link a fondo pagina). Continua a leggere