Con gli occhi sudati e le mani in tasca

Busta-lettera-anteriore

Caro Matteo,

ogni rito ha le sue liturgie, e la politica non fa eccezione, ti ci devi abituare.

È scritto che colui che è incaricato di guidare il Governo vada in Parlamento a chiedere una fiducia che sa già di avere, ma che liturgicamente è necessario che chieda attraverso un discorso che dovrebbe convincere i parlamentari.

Non credo sia mai successo che un solo parlamentare abbia deciso la propria posizione in base alle parole del Presidente incaricato in aula, ma funziona così, ci sta. Nemmeno tu ti sei potuto esimere da questo compito, che poi è pure quello più semplice fra tutti quelli ti sono stati assegnati.

E se ti può consolare, pensa a Enrico Letta che ha dovuto consegnarti la campanella, che dieci secondi di inferno che deve aver passato nel farlo. Continua a leggere

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Le meravigliose e costruttive discussioni interne

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Il meraviglioso popolo del Pd aveva capito che ormai Berlusconi era bollito, e che era solo una questione di tempo ma prima o poi al Governo ci si sarebbe andati, tutti insieme, meravigliosamente.

“E dunque chi volete che governi?” Si chiese al meraviglioso popolo del Pd, “Bersani o Renzi?”

“Bersani! Bersani!” risposero in maggioranza.

E Bersani, dopo meravigliose e costruttive discussioni interne, vinse le primarie.

Così venne il giorno delle elezioni, e anche se nel frattempo c’era chi diceva che però con Renzi le elezioni si sarebbero vinte bene, che sennò non si sarebbe potuto governare, il meraviglioso popolo del Pd continuava a dire Bersani! Bersani!, che non è che ci si poteva perdere in meravigliose e costruttive discussioni interne all’infinito, eh? Continua a leggere