Ottanta rose mezz’ora.

Cristiano Cavina è uno scrittore cui sono affezionato.

L’ho presentato nel 2009, la prima volta in cui ho avuto l’occasione di parlare di libri in pubblico, e poi anche nel 2017 a Letture d’Estate a Castel Sant’Angelo, a Roma.

Per questo sono stato ben felice, durante l’edizione 2019 di Liberi sulla Carta, di fare ancora due chiacchiere con lui sul suo ultimo, spiazzante, romanzo.

Grazie a Radio Radicale per aver ripreso questo, come tutti gli altri  appuntamenti di LSC’19.

Se ve lo siete perso, eccovelo qui:

Moscato Cavina

 

 

I dieci libri più letti in spiaggia sono nove

Stanchi delle solite classifiche dei libri più letti, con dati statistici spesso discordanti?

Non vi basta più criticare i lettori italiani scorrendo i titoli in vetta secondo i principali quotidiani nazionali, le riviste specializzate o i portali di vendita di libri on line?

Allora questo è il post che fa per voi. Perché qui non c’è nessuna statistica, nessuna campionatura, nessun dato ponderato, ma solo una somma algebrica dei 10 libri  che ho visto di più durante le mie vacanze: una settimana al mare, in una regione del meridione.

Nota preliminare: prendo in considerazione tutti i libri che ho visto in mano ad un/a potenziale lettore/lettrice, non solo in spiaggia, ma ovunque. E specifico potenziale perché, almeno la metà delle volte, il libro occupava il suo bel posto nella borsa mare, sul lettino, o addirittura sulla sabbia, senza che, in quel preciso momento venisse letto. Continua a leggere

Quella siepe c’è ancora

IMG_20190529_214226.jpgA meno di vent’anni ero stato rapito dallo Zibaldone e, con l’ignoranza tipica di chi ha studiato, ma sempre troppo poco, incontrata una cosa così bella pensavo fosse l’unica, l’ultima veramente necessaria, che non ci fosse null’altro di importante da leggere. Eppure non sono mai riuscito a leggerlo tutto. Continua a leggere

Quelli erano tutti pane e lavoro, comunisti

“Una rivoluzione non è un qualcosa che, come si pensa, accade in un istante. Ma è invece composta da tracce, segni che conducono a qualcosa, che indicano una direzione. La rivoluzione è un segnale che per scoppiare ha bisogno del suo tempo: ci metterà anche un secolo o due per mutare le cose.”

Addio Nanni.2560025251385_0_0_0_768_75

Un gran decesso di pubblico e critica

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Questo articolo è stato pubblicato su LSC MAG n.1 Anno VIII

Ciclicamente, nel dibattito intorno alla letteratura (ma forse faremmo meglio a dire: all’editoria), si ripropone la questione sulla qualità, o letterarietà, dei libri pubblicati.

Le argomentazioni ruotano intorno a due entità più alternative che complementari e al riscontro che il libro ha ottenuto presso di esse: il pubblico (le vendite) e la critica (ossia le recensioni positive o assenti, essendo in disuso le stroncature). Continua a leggere

Più libri più liberi: Festival e territorio

Qualche mese fa, nel corso della Fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, organizzata a Roma dall’AIE, presso La Nuvola, abbiamo avuto modo di parlare di Festival e territori, e della declinazione che la cultura assume negli stessi.

Io ero invitato a rappresentare, per la Provincia di Rieti, Liberi sulla Carta, mentre a raccontare analoghe esperienze dalle provincie di Roma, Latina e Viterbo c’erano Francesca Mancini (InQuiete), Graziano Lanzidei (Potere alle Storie) e Filippo Rossi (Caffeina). Continua a leggere

Politica, cultura, possibilità: ne parlo con Pippo Civati

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A Latina lo scorso anno è nato un festival davvero interessante. Si chiama Potere alle Storie ed è dedicato alle narrazioni, sotto qualunque forma vengano eseguite. Lo scorso anno il tema era “Spiegare il mondo attraverso il calcio, quest’anno invece le parole chiave sono Rivoluzione, Possibilità, Cambiamento.

Liberi sulla Carta è partner di questa bella e vitale realtà, per cui mi fa sempre molto piacere che gli organizzatori mi invitino a partecipare.

Lo scorso anno abbiamo parlato di come il calcio rispecchi la società nel quale si muove, spesso influenzandola, partendo dal bellissimo libro di Guy Chiappaventi “Aveva un volto bianco e tirato”, sul caso Re Cecconi.

Quest’anno il tema è ben più impegnativo: dovrò parlare di cultura, politica e possibilità: lo farò con un ospite che ha sempre dimostrato di avere idee chiare in merito: Pippo Civati. Al di là di ogni appartenenza politica, Civati è una delle rare voci che mi pare abbia sempre compreso non solo l’importanza della cultura, ma anche della missione che può svolgere nella società: ad oggi una vera e propria possibilità inespressa. E forse non è un caso che stia per partire un interessante progetto editoriale: People, una casa editrice indipendente che lo vede impegnato in prima persona.

Insomma, spunti ce ne saranno e a possibilità che ne venga fuori un confronto interessante ci sono. Per questo ringrazio Potere alle Storie per avermi invitato e Pippo Civati per aver a sua volta accettato e, per chi può, vi aspetto domenica 11 novembre, al Museo Cambellotti di Latina.

Se proprio non riusciremo a cambiare il mondo, proveremo almeno a raccontarlo, attraverso le possibilità.