“Dillo ancora che la ami!”

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Ha il volto irregolare di Totò

Uno dei meccanismi alla base della comicità, è abbastanza chiaro: fa ridere riconoscere le proprie debolezze, innocue come un difetto fisico o ingombranti come la pochezza d’animo, a patto che avvenga una cosa: siano rappresentati da qualcuno nel quale ci si riconosce, ma al tempo stesso si percepisce come peggiore di noi. Qualcuno che si comporta come potremmo farlo noi, ma non come effettivamente facciamo: una denuncia della nostra inadeguatezza, sì, ma rassicurante, ché in fondo c’è di peggio.

Pappagone-6

E’ spettinato come Pappagone

Così il comico è buffo, brutto, con le maniche troppo larghe e i calzoni troppo stretti, è spettinato come Pappagone-Peppino De Filippo e Mario Cioni-Roberto Benigni, oppure ha il volto irregolare di Totò e Marty Feldman; è troppo come Aldo Fabrizi o troppo poco come Woody Allen, è fuori posto, a disagio, come Massimo Troisi e Carlo Verdone oppure è arrogante e padrone della situazione come Diego Abatantuono; è brutto e sfortunato come Lino Banfi, oppure si muove seguendo logiche proprie, surreali, come Renato Pozzetto; ha i nostri difetti come Sordi o ce li rinfaccia senza pietà, diventando una caricatura come i Monty Python o Nanni Moretti.

Il comico deve piacere a tutti, ma nessuno dovrebbe voler essere come lui.

Non deve essere stato facile per lei, così bella, perfetta, invidiabile, farci ridere così tanto.

Oggi Monica Vitti compie gli anni.

“Dillo ancora che la ami!” 

“Sì che la amo!”

(Auguri Monica!)

Monica VittiLa splendida Monica Vitti

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Basta con questi libri!

lsc mag cover

Questo articolo è stato pubblicato su LSC MAG, anno VII, n.1

Quando scopro e apprezzo scrittori di cui conoscevo soltanto nome, editore e titolo del romanzo più famoso, nel recuperarne la produzione precedente, aggiornando la lista di quelli di cui devo leggere l’ultimo libro appena arriva in libreria, mi capita di pensare: “che m’ero perso!”.

Gongolo aggiungendo al carnet libri che erano fuori dal mio ristretto radar di lettore, sebbene mi capiti di godere dei consigli degli addetti ai lavori, segua le indicazioni dei critici che ritengo più affidabili, e per le statistiche io sia un “lettore forte”.

Una soddisfazione che passa presto, appena realizzo che, per ogni libro letto, ne ho almeno due sullo scaffale in attesa: decine di volumi scavalcati nella priorità di lettura che mi attendono inerti, rassegnati all’oblio o speranzosi di essere scelti, prima o poi. Continua a leggere