Un Paese che non legge

La copertina do LSC MAG su cui è stato pubblicato questo editoriale

La copertina di LSC MAG su cui è stato pubblicato questo editoriale

Lo ammetto: ho una percezione distorta del fenomeno, tendo a sottovalutarlo. Forse perché frequento la libreria come fosse il bar sotto casa, ho amici che attendono i festival letterari e parlano di libri come dell’ultimo derby calcistico, ci appassioniamo ai premi letterari incuranti delle polemiche che li accompagnano. Non riesco a concepire la mia vita (ma che dico? La mia giornata!) senza la lettura, figuriamoci se posso immaginare quella degli altri, che mi pare abbiano sempre meno cose da fare di quante ne tocchino a me.

Eppure, dato diffuso durante l’ultimo Salone internazionale del libro di Torino, il 58% degli italiani non legge neanche un libro all’anno. Un intero popolo che non legge. Roba degna della fantascienza Bradburyana, passatemi il termine. Oppure Orwelliana, che suona meglio, se preferite. Continua a leggere

La minestra di Giancarlo

La voglia di rifugiarsi in casa, al riparo dal freddo e dal buio, è alta. Soprattutto perché è tardi e il freddo e il buio hanno superato i limiti tollerabili per chi ha lavorato tutto il giorno.

È quasi ora di chiusura e le cassiere si affrettano a passare sul lettore ottico i prodotti che i clienti continuano ad ammassare sul rullo, svuotando carrelli che sembrano inesauribili.

L’umore è quello che è, ormai la giornata è finita e la testa è tutta al dopo lavoro, per i fortunati che ne hanno uno.

Il tono cortese nel microfono che ricorda “…alla gentile clientela che il centro sta chiudendo” e “invita i signori clienti ad avvicinarsi alla cassa”, non maschera l’insofferenza di chi davvero non vede l’ora di archiviare la giornata. Continua a leggere

Spouterinn e Liberi sulla Carta, tra libri e resistenza

Qualche tempo fa David Scerrati del blog spouterinn.it mi ha chiesto di parlare di Liberi sulla Carta. E siccome chi mi conosce sa quanto ami fare entrambe le cose (parlare e Liberi sulla Carta), naturalmente ho accettato.

Se non hai di meglio da fare, leggi l’intervista

 

Masterpiece: l’hashtag funziona, il format ancora no

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La parte migliore della seconda puntata di Masterpiece? Il promo con Fabio Fazio durante Che tempo che fa. In quei tre minuti scopriamo che parole come molto, straordinario e indescrivibile, sono da evitare come la peste se si vuole scrivere qualcosa di meglio di un diario segreto (che ci si augura resti tale).

Perché nonostante su twitter l’hashtag #Masterpiece continui ad andare alla grande, il format arranca negli ascolti e fa registrare un netto calo, dovuto probabilmente anche al ritorno del campionato di Serie A. Continua a leggere

Masterpiece! Scriviamo male un programma sulla scrittura

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Va bene, lo ammetto: era un calcio di rigore a porta vuota. La prima puntata del primo reality al mondo sulla letteratura ha confermato tutti i timori della vigilia: quasi un disastro.

Nel momento in cui scrivo non conosco i risultati in termini di audience, ma non mi stupirebbe se, nonostante la collocazione assassina alle 22:50 della domenica, Masterpiece avesse fatto registrare un buon ascolto.

Ma cos’è che non mi è piaciuto? Continua a leggere