Intervista a Radio Radicale: “Con Liberi sulla Carta abbiamo costruito un’oasi”

In occasione di Liberi sulla Carta 2016, edizione che ha visto fra i suoi ospiti Luis Sepulveda e Nanni Moretti, Radio Radicale mi ha chiesto di rilasciare una piccola intervista.

Io, siccome sto un gran bene con la cravatta, ho accettato.

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Se stiamo insieme ci sarà un perché

 

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La copertina di LSC Mag su cui è pubblicato questo editoriale

«Se stiamo insieme ci sarà un perché». Chissà se le parole della celebre canzone di Cocciante hanno fatto capolino nella testa dei tredici editori che si sono dimessi dall’AIE (Associazione Italiana Editori), in polemica con lo spostamento del Salone Internazionale del Libro da Torino a Milano.

Le difficoltà organizzative, finanziarie e giudiziarie nate a Torino, hanno infatti aperto le porte alla capitale economica d’Italia, sede dei principali editori italiani, che già dal 2012, con la nascita di BookCity, lasciava intuire l’ambizione di ospitare anch’essa un grande evento di promozione del libro. Continua a leggere

Lettera alla donna che ha dimenticato sua figlia in macchina

Tu questa lettera non la leggerai, ma se anche lo facessi, non ti aiuterebbe nemmeno un po’. Però aiuta me, sento di doverti dire qualcosa dopo aver letto dell’ennesima tragedia assurda che ha coinvolto l’ennesimo bambino. Il tuo, in questo caso.

“Come si può essere così orribili da dimenticare il proprio figlio in macchina?”

Nelle ultime ore tutti ci siamo fatti questa domanda, tu per prima. Come puoi essere così orribile da aver dimenticato tua figlia? Non lo sai, non puoi saperlo e neanche io lo so.

Quello che so è che nessuno a cui non sia capitato qualcosa del genere, può capire cosa sia successo. Almeno non tanto da poter esprimere giudizi. Dolore sì, ma giudizi no. Continua a leggere

Chi invitate quest’anno a Liberi sulla Carta?

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Alcuni degli ospiti delle passate edizioni di Liberi sulla Carta: Paolo Briguglia, Ascanio Celestini, Smone Cristicchi, Alessandro Haber, Francesco Pannofino, Johnny Palomba, Antonio Pennacchi, Tony Servillo, Fabio Troiano, Zerocalcare, Neri Marcorè, Paolo Hendel, Stefano Petrocchi, Francesco Piccolo, Nicola Lagioia, Edoardo Leo, Lo striscione che ringraziava i sostenitori del crowdfunding di LSC’14.

Manca un mese alla fine della raccolta fondi che abbiamo lanciato per finanziare l’edizione 2016 di Liberi sulla Carta.
Prima di ogni considerazione, ringrazio tutti quelli che hanno già contribuito alla nostra campagna, e non solo quelli che hanno potuto dare un contributo, magari acquistando le belle T-shirt previste per l’occasione, ma anche chi, non potendo fare di più, ha condiviso il link della nostra campagna.
A trenta giorni dalla chiusura del crowdfunding, devo fare alcune considerazioni, e credo sia giusto farle mettendoci la faccia, su questo spazio personale, in qualità di ideatore e direttore di Liberi sulla Carta sin dalla sua prima edizione.
Lo faccio rispondendo alla domanda del titolo, quella che più spesso ci sentiamo rivolgere noi organizzatori del festival.
E lo faccio con la trasparenza e la chiarezza con cui noi di Liberi sulla Carta abbiamo sempre portato avanti la nostra iniziativa. Continua a leggere

Il lavoro mobilita l’uomo.

PD_ER_Manifesto_Primo_Maggio.inddMio padre che lavora la notte e dorme di giorno. Mia madre che mi mette in un box con fratelli e cugini per scrivere a macchina la tesi di qualcuno che oggi forse è nonno. Un negozio da mandare avanti, con mia sorella adolescente alla cassa. Un fratello che va a Rimini a fare il cameriere l’estate, poi si imbarca per tre anni e trova un miliardo di modi per tirar fuori uno stipendio.

A sedici anni fare volantinaggio per andare in vacanza. A 18 vendere le guide alla facoltà nella città universitaria per pagarci la tassa. A venti fare il magazziniere a 3 ore da casa, sudando freddo ogni volta che arrivava un camion da scaricare e col muletto devi correre, che deve ripartire subito. Quando c’è bisogno mettersi alla catena di montaggio, dove i colleghi anziani sono senza espressione, pagati a cottimo, e si incazzano ogni volta che blocchi la macchina perché non riesci a starle dietro. Continua a leggere

Dalla parte di Ettore

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Ettore spoglia Patroclo delle armi di Achille

Sono sempre stato attratto dagli eroi. Non per niente, sono un appassionato lettore di fumetti, soprattutto americani, tra i quali i supereroi fanno la parte del leone.

Come non amarli? Gli eroi sono forti e fanno sempre la cosa giusta. Sono rassicuranti e, alla fine, vincono sempre.

O quasi.

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Gli scrittori non ci salveranno

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La copertina di LSC Mag su cui è stato pubblicato questo editoriale.

Mario Soldati in America primo amore descrive l’accoglienza ricevuta a Neviorche da un italo americano emigrato nella grande mela.

Il suo ospite ha maggiore dimestichezza con l’inglese rispetto allo scrittore, sebbene ciancichi la lingua yankee con residui di un italiano dialettale.

L’italoamericano, che negli anni ‘30 ascolta Torna a Surriento sparato dal grammofono, è orgoglioso della sua condizione: parla la lingua, vive in un posto lontano da casa, un posto che è diventato la sua casa, non è meno americano di chi è nato oltreoceano, o almeno non ci si sente.

E lui, arrivato con la valigia di cartone, apostrofa lo scrittore torinese, che arranca con l’inglese, con un «accà siete ‘nu cafone.»

Soldati, intellettuale che va negli Usa per via di una borsa di studio per la Columbia University, fuori dal contesto che gli è proprio, in casa di un emigrato con la valigia di cartone che, in qualche modo, è riuscito a ritagliarsi uno spazio a New York, è questo: ‘nu cafone.

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