Ascensore sociale e meritocrazia: ne ho scritto per Left

La meritocrazia è un valore, ma solo se sono garantite a tutti le stesse possibilità. Ripartire dal riconoscimento delle diverse condizioni di partenza e impegnarsi nella rimozione degli ostacoli reali che incontra chi non proviene da una famiglia agiata, colta, in grado di sostenere ogni legittima aspirazione di miglioramento, è il dovere principale di chiunque oggi voglia rappresentare le istanze progressiste.

Ne ho scritto per Left, qui l’articolo completo.

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Politica e comunicazione, da Berlusconi alle Sardine

Per un leader politico conta saper comunicare. Una volta si usava l’espressione “bucare lo schermo”, adesso che i parametri non sono più solo televisivi, ma anche del web 2.0, non basta più una bella immagine, un sorriso accattivante e una buona parlantina: la comunicazione si è fatta più veloce, immediata, basata sulla capacità di engagement, fosse anche negativo.

In un sistema che fatica a distinguere tra valore e popolarità, chi è più bravo a interpretare il sentiment più diffuso, chi “arriva di più” alla gente, guadagna consenso. Poco male, se non fosse che oltre a questa popolarità fatta di followers, like e condivisioni non c’è nulla che attribuisca anche credibilità: se dici quello che mi piace sentirmi dire, mi piaci. E se piaci a tanti, vuol dire che hai ragione e sarai sicuramente tu quello che sa quale sia la soluzione per i problemi che ci affliggono. Quindi: ti voto.

Un ragionamento elementare che sembra essere accettato senza alcuna obiezione dall’elettorato, che nel giro di pochi anni ha visto regalare in maniera schizofrenica plebisciti a Berlusconi, Renzi, Grillo e Salvini, profili politicamente distanti ma uniti nella capacità di saper utilizzare, meglio dei rivali, gli strumenti della comunicazione. Continua a leggere

Troisi, Benigni: non ci resta che un solo incontro. Ne ho scritto per The Vision

Nel 1984 il cinema italiano produce film diversi per qualità e ambizioni, molti destinati a diventare dei cult: tra gli altri si ricorda il cinema d’autore di Nanni Moretti con Bianca, il Blockbuster L’allenatore nel pallone con Lino Banfi, il fenomeno trash di Arrapaho ispirato al disco degli Squallor.

Accoppiate inedite e mai più riproposte videro protagonista Carlo Verdone, con Lello Arena in Cuori della tormenta e con Enrico Montesano nei Due Carabinieri.

Ma l’esperimento più riuscito è Non ci resta che piangere, film di Natale che vede riuniti davanti e dietro la macchina da presa (e alla sceneggiatura), Massimo Troisi e Roberto Benigni. Continua a leggere

Nel Salotto di Simona

Qualche giorno fa sono stato ospite del Salotto di Simona, su Rieti Life Tv. Abbiamo parlato dell’importanéza dei libri e naturalmente di Liberi sulla Carta. Ma anche di Haber vicino di casa di Bukowski. L’intervista completa, a cura di Simona Martellucci, la trovate qui.

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C’è bisogno di bellezza

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Foto di Fabrizio Mei

Qualche settimana fa mi è stato chiesto di firmare un appello per una legge che tuteli la bellezza. Si tratta di un patrimonio diffuso del nostro Paese, non solo la bellezza del territorio e dell’ambiente, ma anche quella derivante dalla diffusione di istruzione e cultura, quella generata dall’arte, quella che è permessa da rapporti economici sani e sostenibili.

Non condivido ogni passaggio del testo (ad esempio la contrapposizione tra grandi eventi e spazi culturali diffusi: io credo invece che possano essere messi gli uni al servizio degli altri), ma la bellezza è un valore che non possiamo più dare per scontato e che anzi dobbiamo difendere nelle scelte di ogni giorno: per questo, sono orgoglioso di averlo sottoscritto insieme ad un gruppo di ricercatori, docenti, esperti e artisti. Continua a leggere

Uomo, donna, bambini: in Parlamento come in casa

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Oggi è la giornata mondiale per i diritti dell’Infanzia e l’adolescenza, tra qualche giorno sarà quella contro la violenza sulle donne: due buone occasioni per sentire edificanti dichiarazioni provenienti dal mondo politico e istituzionale, molte delle quali incentrate sul superamento del modello patriarcale, che vede la donna occuparsi dei figli mentre all’uomo è riservato il compito di portare i soldi in casa. Continua a leggere

Bruciano i libri perché hanno paura. Ne ho scritto per The Vision

L’incendio della Pecora Elettrica non è il primo e non sarà l’ultimo. Da sempre chi vuole imporre un controllo attacca i mezzi attraverso i quali circolano le idee.

La folla che ieri si è radunata in solidarietà alla Pecora Elettrica contro chi vorrebbe quella via buia e deserta rappresenta il migliore antidoto contro l’oscurantismo. Un popolo consapevole non può essere fermato da chi teme la libera circolazione delle idee. Sono i libri stessi a dircelo.

Ne ho scritto per The Vision in questo articolo qui:

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Tu lo conosci, Joker?

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Batman è il protagonista di una mitologia contemporanea, ricca di figure iconiche, su tutte Joker. Il fumetto, che nasce influenzato da riferimenti cinematografici (Zorro, L’uomo che ride), accoglie anche reinterpretazioni dei propri personaggi offerte da cinema, TV, cartoon e videogames (la Bat-caverna appare nel film del 1943, Harley Quinn nel cartoon del 1992 ed è ridefinita sulla Margot Robbie di Suicide Squad).

Joker è l’antagonista con il maggior numero di trasposizioni. Ma com’è il Joker nell’immaginario collettivo e che caratteristiche ha maturato negli anni? Quali tappe ne hanno definito la personalità (l’esordio, le storie di Alan Moore o Jim Sterlin etc) e come sono state rielaborate da cinema e tv?

Il Joker rivoluzionario raccontato da Phillips e Phoenix raccoglie consensi anche dal pubblico che non ama i cinecomics, ma è lo stesso visto sinora? Il film cambierà la percezione del personaggio sino a mutarne le caratteristiche storiche?

Ne ho parlato in questo articolo, con tanto di immagini esplicative, per Il Muro Magazine: “Sotto il trucco di Joker”

Premio “Potere alle storie”, i miei candidati

Moscato premio PASQuando mi hanno chiesto di far pare del Comitato di selezione del premio Potere alle Storie ne sono stato felice e onorato: felice perché questo premio nasce dall’omonimo festival letterario cui sono affezionato per aver partecipato negli ultimi due anni (con Guy Chiappaventi, Carlo Miccio e Luciana Mattei a parlare di calcio e narrazione nel 2017, con Pippo Civati per parlare del rapporto tra politica e cultura lo scorso anno); onorato perché nel comitato ci sono firme ben più autorevoli della mia che danno lustro all’iniziativa: tra gli altri Guy Chiappaventi, Flavia Perina e Filippo Rossi, per limitarmi a quelli che ho avuto il piacere di conoscere personalmente.

Il premio PAS intende promuovere racconti e storie capaci di offrire un punto di vista sulla nostra contemporaneità e prevede quattro categorie:

  • La migliore storia del 2019;
  • La narrazione che meglio di tutte ha saputo contribuire al rinnovamento dei linguaggi;
  • La migliore narrazione del 2019;
  • Il miglior narratore (storyteller) per efficacia e tecnica narrativa.

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Uomini che odiano le donne?

Viviamo l’epoca della (illusoria) disintermediazione globale, che ha permesso a chiunque sia dotato di una tastiera o di uno smartphone di entrare in contatto con tutti, fossero questi i grandi della terra, le icone pop del momento o una semplice platea virtuale.

In questo contesto c’è un termine inglese, haters, che è entrato nel vocabolario comune insieme alle altre parole legate all’utilizzo dei social network: selfie, like, follower ecc.

Un hater è letteralmente un odiatore, qualcuno cioè che impegna gran parte del suo tempo a odiare un personaggio che abbia una qualche visibilità, manifestando questo suo sentimento pubblicamente, sui social network, legittimato da una mal interpretata libertà di espressione.

Il fenomeno è complesso, tocca molti aspetti dell’organizzazione sociale, ed è trasversale: coinvolge utenti di diversa età e attivi in diversi ambiti, ed è difficile indicarne le cause, individuate a volte nell’invidia sociale, altre nella mancata educazione, altre ancora nella necessità di crearsi un’identità virtuale riconosciuta e definita proprio in base all’opposizione al nemico. Continua a leggere