Scrittori che parlano

La copertina di LSC Mag su cui è stato pubblicato questo editoriale

La copertina di LSC Mag su cui è stato pubblicato questo editoriale

Ogni libro ha la sua voce. Anche quelli brutti.

Cos’è la narrativa, in ultima analisi, se non lasciare che un libro racconti la storia che il suo autore ha scelto?

L’autore è marginale alla storia, o per lo meno sarebbe bene che lo fosse, perché è quest’ultima a doversi prendere l’attenzione del lettore, è la storia la vera protagonista di un buon romanzo, non chi pone la propria firma in bella vista sulla copertina.

È importante sapere chi ha scritto il libro che stiamo per leggere, ci mancherebbe altro.

A ogni nome associamo la capacità di scegliere le storie più adatte alla nostra sensibilità, al nostro gusto, ma anche quella di scegliere il modo migliore per raccontarcele.

Per ogni voce narrativa, una diversa capacità di attrarre lettori diversi.

Chi legge si appropria delle storie e impara a riconoscerne la voce, in un meccanismo che lo porta spesso a confondere l’oggetto della sua lettura, non più la storia ma l’autore stesso. Continua a leggere

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Se con Renzi vince anche chi non lo vota

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Io Renzi non l’ho votato. Credo sia importante fare questa premessa, altrimenti questa riflessione rischia di confondersi con uno dei tantissimi peana che affollano il web in queste ore.

Non ho niente in comune con Matteo Renzi, né dal punto di vista politico né, da quel poco che posso carpire in TV, da quello umano.

Eppure ieri sera ho sentito di aver vinto un po’ anch’io. È difficile da spiegare, ma ci provo. Continua a leggere

Lettera al mio stalker #FF #stalkingstalkersday

Segnalo questa storia per due motivi. Il primo è perché il personaggio in questione fa ridere, e neanche poco. Il secondo e più importante è perché la storia è dannatamente seria e la superficialità con la quale la denuncia di questa donna viene accolta vuol dire che ne dobbiamo fare di strada ancora, per creare le condizioni di contrasto di questo ignobile reato.

giramenti

Caro Daniel,

da diverso tempo ti reputo il mio stalker e spero davvero che tale qualifica non ti offenda. Del resto, sia chiaro, non saprei come altro considerarti: non un ammiratore e nemmeno un semplice utente di Giramenti.

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Partita Più libri più liberi, ma attenzione alla falsa equazione piccolo editore = qualità

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Oggi al Palazzo dei Congressi di Roma è partita la dodicesima edizione di Più libri più liberi, fiera della piccola e media editoria che in Italia fa registrare numeri inferiori soltanto al Salone internazionale del libro di Torino per pubblico e partecipazione di case editrici.

Sono in molti, recentemente, ad aver criticato questi eventi, colpevoli di essere fini a sé stessi e di non gettare le basi per una crescita organica del settore. Si tratta di una posizione che non condivido, né potrei fare altrimenti dal momento che io stesso sono il promotore di Liberi sulla Carta, fiera dell’editoria indipendente che sebbene sia di proporzioni ridottissime rispetto ai giganti citati, contribuisce alla vendita di circa mille volumi ogni anno e garantisce una certa visibilità a editori che difficilmente avrebbero la possibilità di accedere agli onerosi appuntamenti di Roma e Torino (e che, qualora lo facessero, sarebbero fagocitati da operatori più grandi esattamente come avviene in libreria). Continua a leggere

Un pomeriggio a casa Bellonci per scoprire il libro che verrà

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Se l’incontro dal titolo “In corso d’opera” voluto dalla Fondazione Bellonci era sotto osservazione, possiamo tranquillamente certificarne il successo.

Faccio una premessa dovuta: questa è una cronaca parziale e frammentaria di quanto accaduto lunedì 2 dicembre a casa Bellonci e denuncia grandi lacune nella completezza dell’informazione dovute alla limitatezza delle mia capacità di attenzione e del mio personalissimo gusto di lettore. Continua a leggere

Masterpiece: ecco perché non ne parlerò più (forse)

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Ieri sera è andata in onda la terza puntata di Masterpiece, reality per scovare nuovi talenti letterari. Anche se inizialmente ero scettico circa la possibilità di promuovere vera letteratura (o almeno narrativa di qualità) attraverso questa formula, alla fine sono diventato uno spettatore assiduo di questo esperimento tutto italiano.

La prima puntata l’ho criticata aspramente (come puoi leggere qui), mentre durante le seconda, sebbene ci fossero ancora lacune evidentissime legate alla necessità di fare un programma comunque adatto alla TV, avevo notato una certa volontà di andare incontro alle critiche che il web aveva sollevato (qui puoi leggere il resoconto della seconda puntata).

Quella di ieri sera era la puntata decisiva: quanto era possibile forzare il format, quanto si poteva intervenire sul programma in corso d’opera? Continua a leggere