Ascensore sociale e meritocrazia: ne ho scritto per Left

La meritocrazia è un valore, ma solo se sono garantite a tutti le stesse possibilità. Ripartire dal riconoscimento delle diverse condizioni di partenza e impegnarsi nella rimozione degli ostacoli reali che incontra chi non proviene da una famiglia agiata, colta, in grado di sostenere ogni legittima aspirazione di miglioramento, è il dovere principale di chiunque oggi voglia rappresentare le istanze progressiste.

Ne ho scritto per Left, qui l’articolo completo.

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Politica e comunicazione, da Berlusconi alle Sardine

Per un leader politico conta saper comunicare. Una volta si usava l’espressione “bucare lo schermo”, adesso che i parametri non sono più solo televisivi, ma anche del web 2.0, non basta più una bella immagine, un sorriso accattivante e una buona parlantina: la comunicazione si è fatta più veloce, immediata, basata sulla capacità di engagement, fosse anche negativo.

In un sistema che fatica a distinguere tra valore e popolarità, chi è più bravo a interpretare il sentiment più diffuso, chi “arriva di più” alla gente, guadagna consenso. Poco male, se non fosse che oltre a questa popolarità fatta di followers, like e condivisioni non c’è nulla che attribuisca anche credibilità: se dici quello che mi piace sentirmi dire, mi piaci. E se piaci a tanti, vuol dire che hai ragione e sarai sicuramente tu quello che sa quale sia la soluzione per i problemi che ci affliggono. Quindi: ti voto.

Un ragionamento elementare che sembra essere accettato senza alcuna obiezione dall’elettorato, che nel giro di pochi anni ha visto regalare in maniera schizofrenica plebisciti a Berlusconi, Renzi, Grillo e Salvini, profili politicamente distanti ma uniti nella capacità di saper utilizzare, meglio dei rivali, gli strumenti della comunicazione. Continua a leggere

Uomo, donna, bambini: in Parlamento come in casa

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Oggi è la giornata mondiale per i diritti dell’Infanzia e l’adolescenza, tra qualche giorno sarà quella contro la violenza sulle donne: due buone occasioni per sentire edificanti dichiarazioni provenienti dal mondo politico e istituzionale, molte delle quali incentrate sul superamento del modello patriarcale, che vede la donna occuparsi dei figli mentre all’uomo è riservato il compito di portare i soldi in casa. Continua a leggere

Premio “Potere alle storie”, i miei candidati

Moscato premio PASQuando mi hanno chiesto di far pare del Comitato di selezione del premio Potere alle Storie ne sono stato felice e onorato: felice perché questo premio nasce dall’omonimo festival letterario cui sono affezionato per aver partecipato negli ultimi due anni (con Guy Chiappaventi, Carlo Miccio e Luciana Mattei a parlare di calcio e narrazione nel 2017, con Pippo Civati per parlare del rapporto tra politica e cultura lo scorso anno); onorato perché nel comitato ci sono firme ben più autorevoli della mia che danno lustro all’iniziativa: tra gli altri Guy Chiappaventi, Flavia Perina e Filippo Rossi, per limitarmi a quelli che ho avuto il piacere di conoscere personalmente.

Il premio PAS intende promuovere racconti e storie capaci di offrire un punto di vista sulla nostra contemporaneità e prevede quattro categorie:

  • La migliore storia del 2019;
  • La narrazione che meglio di tutte ha saputo contribuire al rinnovamento dei linguaggi;
  • La migliore narrazione del 2019;
  • Il miglior narratore (storyteller) per efficacia e tecnica narrativa.

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Ottanta rose mezz’ora.

Cristiano Cavina è uno scrittore cui sono affezionato.

L’ho presentato nel 2009, la prima volta in cui ho avuto l’occasione di parlare di libri in pubblico, e poi anche nel 2017 a Letture d’Estate a Castel Sant’Angelo, a Roma.

Per questo sono stato ben felice, durante l’edizione 2019 di Liberi sulla Carta, di fare ancora due chiacchiere con lui sul suo ultimo, spiazzante, romanzo.

Grazie a Radio Radicale per aver ripreso questo, come tutti gli altri  appuntamenti di LSC’19.

Se ve lo siete perso, eccovelo qui:

Moscato Cavina

 

 

No, il social media manager di INPS non ha ragione (e voi non dovreste ridere)

Sono diventate virali sui social, in particolare su FB, gli screenshot dei commenti di chi, sulla pagina INPS per la famiglia, chiede informazioni sul reddito di cittadinanza.

Già le richieste, comunicate spesso in un italiano arrangiato, sono spiazzanti e inopportune, come quella di chi dichiara di lavorare in nero proprio a chi dovrebbe predisporre i dovuti controlli per evitarlo, oppure quelle di chi se la prende con l’Ente se l’importo dovutogli è inferiore a quanto ascoltato nelle promesse elettorali, fino a chi si rifiuta di seguire le semplici istruzioni ricevute per avere maggiori informazioni, ritenendole troppo difficili. Continua a leggere

Salvini: niente processo grazie al M5S, ma il vero regalo a maggio

4307819_1835_salvini_diciotti_di_maioSalvini non va a processo per volere degli iscritti del Movimento Cinque Stelle.

Stavolta ci si salva dal processo, invece che nel processo.

Probabile che Salvini sarebbe stato facilmente assolto, come l’archiviazione già ottenuta dalla procura di Catania sembrava indicare. La stessa archiviazione era un elemento importante per stabilire che nei confronti del vicepremier leghista non ci fosse nessun fumus persecutionis, e che i magistrati di Catania avessero aperto il fascicolo perché atto dovuto di fronte alla vicenda, così come il Tribunale dei Ministri successivamente.

Nel processo il governo tutto avrebbe potuto provare l’assenza di reati. Continua a leggere

Vai avanti tu, che mi vien da ridere

banfi unescoQuando ho letto che Lino Banfi era stato indicato dal vicepremier Luigi Di Maio come rappresentante del Governo Italiano all’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, come quasi tutti ho pensato a uno scherzo.
Per chi reputa la cultura la base del progresso di ogni popolo, immaginare un incarico del genere affidato all’Allenatore nel Pallone, o se volete a Nonno Libero, non è stato facile. Dietro ogni scelta politica c’è una cultura che la sostiene e la rende possibile, così come ogni azione culturale, in qualche modo, è politica. Ebbene, dietro questa indicazione, (come altre in passato, per carità, ma forse oggi in maniera maggiormente compiuta), c’è una precisa cultura e un’indicazione politica che non è possibile accettare.

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