C’è bisogno di bellezza

bellezza paesaggio

Foto di Fabrizio Mei

Qualche settimana fa mi è stato chiesto di firmare un appello per una legge che tuteli la bellezza. Si tratta di un patrimonio diffuso del nostro Paese, non solo la bellezza del territorio e dell’ambiente, ma anche quella derivante dalla diffusione di istruzione e cultura, quella generata dall’arte, quella che è permessa da rapporti economici sani e sostenibili.

Non condivido ogni passaggio del testo (ad esempio la contrapposizione tra grandi eventi e spazi culturali diffusi: io credo invece che possano essere messi gli uni al servizio degli altri), ma la bellezza è un valore che non possiamo più dare per scontato e che anzi dobbiamo difendere nelle scelte di ogni giorno: per questo, sono orgoglioso di averlo sottoscritto insieme ad un gruppo di ricercatori, docenti, esperti e artisti.

Posso diffondere il testo solo ora, dopo che è stato ufficialmente presentato nella sala delle cerimonie del Comune di Priverno (LT), e lo faccio molto volentieri:

 

LA BELLEZZA, UNA SPERANZA APERTA NEL CUORE DELLA SOCIETÀ
Appello per una legge sulla bellezza nel Bel Paese

La bellezza è un patrimonio fondamentale del Bel Paese, è la caratteristica essenziale dell’Italia, è una forma di espressione della sua identità e della sua cultura da tutelare e promuovere.

La bellezza può rappresentare davvero il futuro del Bel Paese ma è anche un bene fragile e come tale necessita di cure e attenzioni costanti per vivere, per questo pensiamo che sia necessaria una legge che la tuteli. Negli ultimi decenni, in Italia, e non solo, si sono approfonditi fenomeni come il consumo di suolo, l’abusivismo edilizio, i tagli dei finanziamenti alla cultura e all’istruzione, l’inquinamento dell’aria e dei mari, il dissesto idrogeologico. Mentre in molti pensavano ai propri interessi personali, la bellezza è stata dimenticata, trascurata, deturpata e, di conseguenza, ogni proposta di legge sulla bellezza, presentata a livello nazionale o regionale in attuazione dell’art.9 della Costituzione della Repubblica Italiana, è finita nell’oblio.

Per cercare di scardinare il ciclo ingenerato dal mondo consumistico, dobbiamo incontrare la bellezza. Perché l’esperienza della bellezza sospende l’atteggiamento del possesso e del consumo immediato e genera l’atteggiamento del rispetto, della devozione, dell’ascolto e dell’attenzione verso l’altro. L’esperienza della bellezza consente di rintracciare un qualcosa che vale di per sé, e non un qualcosa che vale come mezzo per i nostri mutevoli scopi. In tempi difficili e opachi come quelli che stiamo vivendo, il senso della bellezza sembra suggerire che un altro mondo è possibile.

L’economia, la politica e la tecnologia dovrebbero essere posti al servizio della vita e della natura. Pensiamo sia ineludibile la necessità di elaborare approcci coerenti con una nuova visione umanistica del mondo. Crediamo che occorra cominciare a ragionare di un altro sviluppo umano, da attuare attraverso una economia che cammini di pari passo con l’ecologia, al fine di conservare la qualità ambientale ed eco sistemica nel produrre, generare e ridistribuire la ricchezza. Nella ricerca di un nuovo paradigma economico ed ambientale, tuttavia, dobbiamo constatare i limiti della tradizionale organizzazione economica mostrati dalla recente crisi. Risparmio, riuso, recupero, riciclo, rigenerazione, rinnovabili: queste possono essere le fondamenta del futuro, per l’Italia e per il nostro pianeta.

È tempo di agire. È tempo di compiere scelte. È tempo di coraggio. È tempo di responsabilità. Non grandi opere ma piccola manutenzione ordinaria. Non grandi eventi ma occasioni culturali diffuse. Non grandi proclami ma piccoli esempi quotidiani. Non nuovo cemento e asfalto ma cura del paesaggio. Non più divisioni ma senso di comunità. Non muri e barriere ma ponti e percorsi condivisi.

Siamo convinti che la bellezza rappresenti un investimento sul futuro, quello di un cambiamento all’insegna del benessere collettivo e degli individui, della trasformazione che renda più vivibili e belle le grandi città così come i piccoli borghi, della valorizzazione della creatività, del miglioramento della qualità della vita. La bellezza può essere la finestra da cui guardare in modo nuovo a politiche che interessino il territorio, a partire da rigenerazione urbana e mobilità ecosostenibile, progettazione culturale e tutela del patrimonio storico e artistico dell’Italia, costituzione di distretti di economia civile ed economia della bellezza, salvaguardia dell’ambiente, educazione alla bellezza e green economy, chiudendo la stagione dei condoni edilizi, del consumo del suolo, dell’abbandono e della privatizzazione del patrimonio storico e artistico del nostro paese. Bellezza come arte, paesaggio, qualità della vita, patrimonio storico e artistico, enogastronomia, musica, teatro, danza.

Pensiamo che sia necessario oggi più che mai rilanciare una proposta di legge sulla bellezza nel Bel Paese, in attuazione dell’art.9 della Costituzione, in cui venga posta al centro la bellezza intesa come un modello di sviluppo alternativo ovvero una economia della bellezza come possibile fonte di sviluppo economico ecosostenibile e di occupazione durevole.

Perché la bellezza è una speranza aperta nel cuore della nostra società. Perché la bellezza potrà salvare il Bel Paese solo se e quando noi, donne e uomini, ci impegneremo a salvare la bellezza.

Per adesioni e informazioni scrivete a legge.bellezza@gmail.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...