Quando si pensa agli anni d’oro della Serie A, sicuramente si fa riferimento agli anni ’80 e ’90, quando il nostro campionato era considerato il più bello del mondo, i nostri club dominavano in Europa e anche la nazionale azzurra era protagonista nelle principali competizioni internazionali. D’altronde basta scorrere l’Albo d’Oro del Pallone d’Oro dal 1980 al 2008 per notare come soli due giocatori, Belanov e Owen, non abbiano giocato in Serie A, mentre dal 2009 al 2024 un solo vincitore ha poi calcato anche i nostri campi, Cristiano Ronaldo, giunto tra l’latro a fine carriera.
Da tanti anni la Serie A ha perso il suo predominio a favore di campionati più ricchi e spettacolari, Premier inglese e Liga spagnola su tutti, ma per molti il livello della Serie A è stato superato anche dalla Bundesliga tedesca e insidiato dalla League 1 francese.
Oggettivamente i risultati dei nostri club dopo l’ultimo canto del cigno dell’Inter di Mourinho capace di centrare il Triplete nel 2010 sono stati molto deludenti, con cinque stagioni consecutive che hanno visto le squadre italiane fare da spettatrici più che da comprimarie nelle Coppe europee.
Sicuramente oggi il livello della Serie A e del calcio italiano in generale è lontanissimo da quello degli anni d’oro, eppure qualche segnale di ripresa, nemmeno troppo timido, sembra vedersi all’orizzonte. Vediamo però a partire dagli anni ’80 che posto ha occupato nel mondo il calcio italiano, con l’augurio che il decennio in corso possa vedere una sua ripresa i cui segnali in parte si intuiscono già.
Gli anni 80, il Mundial e i grandi stranieri
Il decennio che tutti ricordano per il Mundial trionfale del 1982 ha regalato anche tante altre soddisfazioni ai tifosi italiani: gli azzurri oltre al Campionato del Mondo del 1982 hanno chiuso il decennio con una semifinale ad Euro ’88 e il terzo posto nelle notti magiche di Italia ’90. L’Under 21 porta a casa una finale ai campionati europei con il nucleo che poi sarà protagonista della nazionale maggiore di Vicini.
A livello di club le cose sono andate ancora meglio: in Italia sono arrivate 3 Coppe dei Campioni /Champions League (2 Milan, 1 Juventus), cui si sommano due finali perse (Roma e Juventus), una persino ai rigori, 1 Coppa Uefa/Europa League (Napoli), 3 Supercoppe Europee (2 Milan, 1 Juventus), 2 Coppe delle Coppe (1 Juventus, 1 Sampdoria, con un’altra finale persa dai blucerchiati), e 3 Coppe Intercontinentali (2 Milan, 1 Juventus). A decretare il livello della serie A anche il Pallone d’Oro: in anni in cui i giocatori sudamericani non possono vincerlo e Maradona, Junior, Socrates, Falcao, Careca e tantissimi altri campioni deliziano i tifosi della Serie A, i giocatori europei del nostro campionato si aggiudicano ben 8 edizioni su 10, con la perla del successo dell’azzurro Paolo Rossi (Juventus), cui si aggiungono i tre di Michel Platini (Juventus), i due di Marco Van Basten (Milan), quello di Ruud Gullit (MIlan) e quello di Lothar Matthaus (Inter). Tuttavia anche la Serie B italiana dimostra grande competitività, con la rinnovata Mitropa Cup che viene trasformata in una Coppa dei Campioni della Serie B e vede vincere le italiane per cinque edizioni, con il Pisa (2 volte), il Milan, l’Ascoli e il Bari.
Gli anni 90, il calcio che conta è in Serie A
Sono questi gli anni in cui il livello tecnico medio della Serie A cresce moltissimo, tanto che spesso oggi si sente dire che alcuni calciatori di seconda fascia di quegli anni sarebbero ancora protagonisti assoluti del nostro campionato. La nazionale Azzurra deve fermarsi alla finale persa ai rigori ai mondiali di USA ’94, ma nel decennio si assiste al dominio della nostra Under 21, capace di vincere ben quattro campionati europei.
A livello di Club la Serie A fa una scorpacciata di trionfi europei: le squadre italiane sono costantemente protagoniste, sia in Coppa dei Campioni/Champions League, che conquistiamo due volte (Milan), con un successo che sfuma ai supplementari (Sampdoria), ma soprattutto in Coppa Uefa/Europa League, che portiamo a casa 6 volte (3 volte Inter, 1 Napoli, 1 Juventus e 1 Parma), con ben tre finali tutte italiane (Fiorentina, Roma e Lazio le squadre sconfitte). Arrivano anche 4 supercoppe europee (2 Milan, 1 Parma, 1 Juventus, 1 Lazio), due Coppe delle Coppe (Sampdoria e Lazio), 1 Coppa Intercontinentale (Milan) e 3 Trofei Intertoto (Bologna, Juventus Udinese), competizione appena introdotta. Non manca un successo anche per la nostra serie B, con il Torino che si aggiudica la Mitropa Cup e la Cremonese che vince il Torneo Anglo Italiano. Durante questo decennio il Pallone d’Oro viene aperto a giocatori di qualsiasi nazionalità e la Serie A è ancora assoluta protagonista, con cinque affermazioni, una delle quali all’italiano Roberto Baggio (Juventus), mentre le altre sono dei milanisti Van Basten e Whea e dello juventino Zidane e dell’interista Ronaldo; colpisce tuttavia notare come tutti i giocatori che hanno vinto il pallone d’oro in questo decennio hanno comunque poi giocato in serie A.
Gli anni 2000, il trionfo di Berlino e il canto del cigno in Champions League
Anche il primo decennio del nuovo secolo è capace ancora di dare soddisfazioni al calcio italiano. La più grande in assoluto è il Campionato del Mondo vinto dalla Nazionale nel 2006, cui si aggiunge anche un europeo Under 21. Ma anche a livello di club le squadre italiane salgono sul tetto d’Europa, con 3 Coppe dei Campioni/Champions League (2 Milan, 1 Inter) con la finale tutta italiana tra Milan e Juventus nel 2003 (cui si aggiunge la finale persa Istambul dal Milan contro il Liverpool), 2 Supercoppe Europee (Milan), 1 Mondiale Fifa per Club (Milan) e un Trofeo Intertoto (Perugia). In questi anni arrivano gli ultimi Palloni d’Oro in Serie A, che sono ancora ben 4 (i milanisti Kakà e Shevchenko e gli juventini Nedved e soprattutto Cannavaro, ultimo trionfatore italiano) così come giocano in Serie A due dei trionfatori della Scarpa d’Oro, entrambi italiani: Toni (Fiorentina) e Totti (Roma). L’assenza di squadre protagoniste in Coppa UEFA/Europa League però, inizia a denotare come, malgrado le eccellenze ancora presenti, forse il livello medio della Serie A non è più quello del decennio precedente.
Gli anni 10, il declino del calcio italiano

Sono gli anni che segnano il declino inesorabile del calcio italiano. La nostra nazionale disputa due campionati mondiali, gli ultimi per cui si qualifica, senza vincere neppure un incontro ed essendo eliminata al primo turno. Va un po’ meglio agli Europei, che ci vedono una volta in finale (2012), così come un timido sorriso lo strappa il terzo posto alla Confederation Cup (2013). Arriva in questo decennio anche la prima non qualificazione ai mondali dopo oltre mezzo secolo dalla precedente. Anche a livello di club il bottino è magro, sebbene ci siano due finali di Coppa dei Campioni/Champions League (entrambe della Juventus) e, dopo oltre un ventennio, torniamo a disputare una finale di Europa League (con l’Inter). Ma per la prima volta il decennio si chiude senza alcun trionfo del calcio italiano a livello internazionale, con i calciatori della Serie A assenti dall’albo d’oro del Pallone d’Oro. L’unico riconoscimento internazionale al calcio italiano negli anni Dieci arriva in chiusura, con la Scarpa d’Oro 2020, vinta da Ciro Immobile (Lazio).
Gli anni 20, Campioni d’Europa, il risveglio
Il decennio non è ancora arrivato a metà, eppure qualche segnale di risveglio il calcio italiano sembra darlo. Su tutti il trionfo della nazionale agli Europei del 2021 (anche se per le statistiche si chiamano Euro 2020), cui fanno da corredo anche due terzi posti alla neo introdotta Nation League. Pessimo invece il bottino relativo al Campionato del Mondo, che ancora una volta non ci vede qualificati.
I club della Serie A invece tornano a mettere in bacheca trofei internazionali: In Coppa dei Campioni/Champions League sfioriamo soltanto l’impresa con l’Inter che si ferma in finale, ma portiamo a casa una Coppa Uefa/Europa League (Atalanta), cui si aggiunge una finale persa ai rigori (Roma) e una Conference League (Roma), cui vanno sommate anche le due sfortunate finali della Fiorentina. Nella stagione 2024-2025 inoltre si raggiunge il record di squadre italiane presenti in Champions League (5) e complessivamente nelle Coppe europee (8).
Quindi, va tutto bene?
Chiaro che no. La Champions League manca nelle bacheche italiane da troppi anni, così come l’assenza ai Mondiali di calcio dell’Italia è una ferita profonda. L’europeo del 2024 ha visto la nazionale in forte difficoltà e il miglior calciatore della Serie A è arrivato solo settimo nella classifica dell’ultimo Pallone d’Oro (l’interista Lautaro Martinez). Eppure segnali ci sono: nonostante il declino degli ultimi decenni, la Serie A ha dimostrato che il calcio italiano non è così “scarso” come spesso si racconta. In passato la Serie A ha saputo primeggiare a livello internazionale, regalando trionfi, campioni e momenti iconici che restano impressi nella storia, ma anche oggi, pur rimanendo lontani dai fasti degli anni ’80 e ’90, il calcio italiano sta mostrando segnali di ripresa; Club e Nazionale cercano di colmare il gap economico rispetto ai campionati più ricchi attraverso l’innovazione tattica e la valorizzazione dei giovani talenti: qualche risultato si è visto, e il trionfo europeo degli Azzurri nel 2021, così come il ritorno delle squadre italiane a competere per trofei continentali indicano che le idee possono sopperire, almeno in parte, alle differenze economiche. Certo servono investimenti, strutture, vivai, ma non manca la passione su cui costruire un nuovo modello di calcio, inseguendo un futuro che potrebbe riportare la Serie A e il calcio italiano a nuova competitività internazionale.
Se ti piacciono i miei contenuti, seguimi anche su Instagram o Threads








