Di stampa, giudizi, politica e camorra

Un anno fa il figlio di un boss della camorra di Mondragone, Francesco Tiberio La Torre, fece su Facebook un endorsement al Movimento Cinque Stelle.

Di maio Camorra

Il post incriminato.

Niente di male, si trattava di un incensurato che auspicava la vittoria del M5S.
Lo stesso Di Maio, incolpevole protagonista, ribadiva come sui figli non potesse ricadere il pregiudizio rivolto ai padri.
Pina Picierno, eurodeputata campana del PD, sollevò l’obiezione che in quei territori sono importanti tutti i segnali, e che Francesco Tiberio La Torre non avesse mai preso le distanze dal padre, in carcere e mai pentito. Anche il vice sindaco di Mondragone, Benedetto Zoccola, sotto scorta per aver denunciato estorsioni della camorra, non volle minimizzare, definendolo “un fatto di una gravità inaudita”.
Scoppiò una polemica mediatica, cavalcata in primis dal Fatto Quotidiano, che investì Pina Picierno, al coro quasi unanime di “chiedi scusa”.

di maio iene

Il servizio di Dino Giarrusso per “le Iene”

Le televisioni di Silvio Berlusconi diedero il loro contributo alla la questione: Le Iene, con Dino Giarrusso, fecero un servizio che sembrava scagionare completamente Di Maio (com’era logico fare) e riabilitare un contrito Francesco Tiberio La Torre, cui la Picierno si rifiutava di stringere la mano.

 

giarrusso

Giarrusso candidato con il Movimento Cinque Stelle, non è stato eletto.

Il 4 marzo Di Maio era candidato premier e la iena Dino Giarrusso è stata candidata alla Camera dei deputati per il Movimento Cinque Stelle.
A Mondragone il partito della Picierno prende 7 punti in meno della media nazionale: l’11,22%; Quello di Di Maio il 39,36%, 7 punti in più della media nazionale.

Oggi è stato arrestato Francesco Tiberio La Torre.
L’accusa è associazione a delinquere di stampo cammorristico ed estorsione.
Questo vuol dire che la camorra ha votato per il Movimento Cinque Stelle? Che le Iene, sulla televisione di Berlusconi, hanno cercato di scagionare i “grillini” dall’accusa?
No, e anche per La Torre jr la sentenza la emetteranno i giudici, non il tribunale del Web.

Nel frattempo però, quando leggiamo giudizi sommari su mafia e antimafia, come se la criminalità organizzata facesse il tifo e scegliesse con chi stare invece di aggredire silenziosamente il sistema chiunque sia a rappresentarlo, quando sentiamo parlare con disinvoltura di poteri forti, stampa schierata, editori e mezzi di comunicazione servili, possiamo provare a ricordare questa vicenda?

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