Vai avanti tu, che mi vien da ridere

banfi unescoQuando ho letto che Lino Banfi era stato indicato dal vicepremier Luigi Di Maio come rappresentante del Governo Italiano all’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, come quasi tutti ho pensato a uno scherzo.
Per chi reputa la cultura la base del progresso di ogni popolo, immaginare un incarico del genere affidato all’Allenatore nel Pallone, o se volete a Nonno Libero, non è stato facile. Dietro ogni scelta politica c’è una cultura che la sostiene e la rende possibile, così come ogni azione culturale, in qualche modo, è politica. Ebbene, dietro questa indicazione, (come altre in passato, per carità, ma forse oggi in maniera maggiormente compiuta), c’è una precisa cultura e un’indicazione politica che non è possibile accettare.
vai avanti tuIntendiamoci: non ce l’ho con Lino Banfi, quello che dichiarava che avrebbe votato Berlusconi anche se avesse ucciso 122 persone. Ho riso nei suoi film meglio riusciti (Il Commissario Lo Gatto, Vieni avanti cretino, Fracchia la belva umana, su tutti), è un artista che ha alle spalle un percorso comunque da rispettare, sebbene spesso fatto di filmetti scollacciati che raccontavano un’italietta arrapata e mediocre.
Piuttosto la scelta risulta indigesta perché lascia trasparire la considerazione di cui godono l’Educazione, la Scienza e la Cultura da parte di chi ha pensato possibile questa designazione: se non è certo la migliore risorsa disponibile nella cosiddetta società civile, ancora meno possiamo ipotizzare che Lino Banfi sia strategicamente importante nello scacchiere politico della maggioranza di Governo, in particolare del M5S.
Se non si designa il migliore dunque, è perché non ne vale la pena. Oppure non se ne è capaci, malgrado in questi anni chi si poneva come novità, come alternativa e come cambiamento, abbia cavalcato (giustamente) temi come la meritocrazia, la fuga di cervelli, il ricambio generazionale.
Ebbene, questa rivoluzione ha portato alla nomina quale rappresentante del governo italiano all’UNESCO, di un ultraottantenne che non ha nessun merito né competenze in materia. Educazione, Scienza e Cultura: al futuro commissario UNESCO possiamo oggettivamente riconoscere di padroneggiarne solo una su tre (più di molti membri del Governo italiano).
Sarebbe quasi divertente, se dopo la sua dichiarazione “nelle commissioni ci sono i plurilaureati, ma io porterò il sorriso”, non partissero gli applausi.
Vai avanti tu, che mi vien da ridere.
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