Masterpiece: ecco perché non ne parlerò più (forse)

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Ieri sera è andata in onda la terza puntata di Masterpiece, reality per scovare nuovi talenti letterari. Anche se inizialmente ero scettico circa la possibilità di promuovere vera letteratura (o almeno narrativa di qualità) attraverso questa formula, alla fine sono diventato uno spettatore assiduo di questo esperimento tutto italiano.

La prima puntata l’ho criticata aspramente (come puoi leggere qui), mentre durante le seconda, sebbene ci fossero ancora lacune evidentissime legate alla necessità di fare un programma comunque adatto alla TV, avevo notato una certa volontà di andare incontro alle critiche che il web aveva sollevato (qui puoi leggere il resoconto della seconda puntata).

Quella di ieri sera era la puntata decisiva: quanto era possibile forzare il format, quanto si poteva intervenire sul programma in corso d’opera? Continua a leggere

Un Paese che non legge

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copertina di LSC MAG su cui è stato pubblicato questo editoriale

Lo ammetto: ho una percezione distorta del fenomeno, tendo a sottovalutarlo. Forse perché frequento la libreria come fosse il bar sotto casa, ho amici che attendono i festival letterari e parlano di libri come dell’ultimo derby calcistico, ci appassioniamo ai premi letterari incuranti delle polemiche che li accompagnano. Non riesco a concepire la mia vita (ma che dico? La mia giornata!) senza la lettura, figuriamoci se posso immaginare quella degli altri, che mi pare abbiano sempre meno cose da fare di quante ne tocchino a me.

Eppure, dato diffuso durante l’ultimo Salone internazionale del libro di Torino, il 58% degli italiani non legge neanche un libro all’anno. Un intero popolo che non legge. Roba degna della fantascienza Bradburyana, passatemi il termine. Oppure Orwelliana, che suona meglio, se preferite. Continua a leggere

Spouterinn e Liberi sulla Carta, tra libri e resistenza

Qualche tempo fa David Scerrati del blog spouterinn.it mi ha chiesto di parlare di Liberi sulla Carta. E siccome chi mi conosce sa quanto ami fare entrambe le cose (parlare e Liberi sulla Carta), naturalmente ho accettato.

Se non hai di meglio da fare, leggi l’intervista

 

Masterpiece: l’hashtag funziona, il format ancora no

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La parte migliore della seconda puntata di Masterpiece? Il promo con Fabio Fazio durante Che tempo che fa. In quei tre minuti scopriamo che parole come molto, straordinario e indescrivibile, sono da evitare come la peste se si vuole scrivere qualcosa di meglio di un diario segreto (che ci si augura resti tale).

Perché nonostante su twitter l’hashtag #Masterpiece continui ad andare alla grande, il format arranca negli ascolti e fa registrare un netto calo, dovuto probabilmente anche al ritorno del campionato di Serie A. Continua a leggere

Lo stato dell’editoria indipendente per Rai letteratura

In quanto direttore della fiera dell’editoria indipendente Liberi sulla Carta, RAI Letteratura mi chiede di dare un parere sullo stato dell’editoria indipendente in Italia. Questo, in tre minuti, è il meglio che posso fare.

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Masterpiece! Scriviamo male un programma sulla scrittura

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Va bene, lo ammetto: era un calcio di rigore a porta vuota. La prima puntata del primo reality al mondo sulla letteratura ha confermato tutti i timori della vigilia: quasi un disastro.

Nel momento in cui scrivo non conosco i risultati in termini di audience, ma non mi stupirebbe se, nonostante la collocazione assassina alle 22:50 della domenica, Masterpiece avesse fatto registrare un buon ascolto.

Ma cos’è che non mi è piaciuto? Continua a leggere