Sarà che oggi c’è un bel sole, e la tristezza è mitigata dal ricordo di cose belle.
Sarà che per anni questo è stato il giorno della festa, e anche oggi stiamo per andare ad un compleanno, quello di un bimbo, come l’ultima volta che ti abbiamo visto e abbracciato.
Non fu un abbraccio lungo, di quelli forti, che cerchi di imprimere sulla pelle e nei ricordi. Era un abbraccio semplice, veloce, ché non è stato mai facile abbracciarti tutto, ci volevano braccia lunghe e resistenza alla tua stretta.
Oggi c’è un bel sole e andremo a un compleanno che non sarà il tuo.
Nel frattempo ricordo quel corpo, così difficile da catturare fra le braccia, e mi fa sorridere il pensiero che non lo so come si fa, ad abbracciare il cielo.

L’ultimo costume che ho indossato a Carnevale lo ricordo ancora bene.
La festa di Carnevale cui avevo partecipato
Non ho mai amato il Carnevale. Mi piacerebbe dire che alla base di questa mia refrattarietà a maschere e travestimenti ci sia un istintivo rifiuto di celare la realtà, la voglia di arrivare a vedere la vera essenza delle persone e non la proiezione che esse fanno di sé aiutate da un costume, una parrucca, un po’ di trucco.