I dieci libri più letti in spiaggia sono nove

Stanchi delle solite classifiche dei libri più letti, con dati statistici spesso discordanti?

Non vi basta più criticare i lettori italiani scorrendo i titoli in vetta secondo i principali quotidiani nazionali, le riviste specializzate o i portali di vendita di libri on line?

Allora questo è il post che fa per voi. Perché qui non c’è nessuna statistica, nessuna campionatura, nessun dato ponderato, ma solo una somma algebrica dei 10 libri  che ho visto di più durante le mie vacanze: una settimana al mare, in una regione del meridione.

Nota preliminare: prendo in considerazione tutti i libri che ho visto in mano ad un/a potenziale lettore/lettrice, non solo in spiaggia, ma ovunque. E specifico potenziale perché, almeno la metà delle volte, il libro occupava il suo bel posto nella borsa mare, sul lettino, o addirittura sulla sabbia, senza che, in quel preciso momento venisse letto. Continua a leggere

Quella siepe c’è ancora

IMG_20190529_214226.jpgA meno di vent’anni ero stato rapito dallo Zibaldone e, con l’ignoranza tipica di chi ha studiato, ma sempre troppo poco, incontrata una cosa così bella pensavo fosse l’unica, l’ultima veramente necessaria, che non ci fosse null’altro di importante da leggere. Eppure non sono mai riuscito a leggerlo tutto. Continua a leggere

Quelli erano tutti pane e lavoro, comunisti

“Una rivoluzione non è un qualcosa che, come si pensa, accade in un istante. Ma è invece composta da tracce, segni che conducono a qualcosa, che indicano una direzione. La rivoluzione è un segnale che per scoppiare ha bisogno del suo tempo: ci metterà anche un secolo o due per mutare le cose.”

Addio Nanni.2560025251385_0_0_0_768_75

Un gran decesso di pubblico e critica

lscmag 2019

Questo articolo è stato pubblicato su LSC MAG n.1 Anno VIII

Ciclicamente, nel dibattito intorno alla letteratura (ma forse faremmo meglio a dire: all’editoria), si ripropone la questione sulla qualità, o letterarietà, dei libri pubblicati.

Le argomentazioni ruotano intorno a due entità più alternative che complementari e al riscontro che il libro ha ottenuto presso di esse: il pubblico (le vendite) e la critica (ossia le recensioni positive o assenti, essendo in disuso le stroncature). Continua a leggere

No, il social media manager di INPS non ha ragione (e voi non dovreste ridere)

Sono diventate virali sui social, in particolare su FB, gli screenshot dei commenti di chi, sulla pagina INPS per la famiglia, chiede informazioni sul reddito di cittadinanza.

Già le richieste, comunicate spesso in un italiano arrangiato, sono spiazzanti e inopportune, come quella di chi dichiara di lavorare in nero proprio a chi dovrebbe predisporre i dovuti controlli per evitarlo, oppure quelle di chi se la prende con l’Ente se l’importo dovutogli è inferiore a quanto ascoltato nelle promesse elettorali, fino a chi si rifiuta di seguire le semplici istruzioni ricevute per avere maggiori informazioni, ritenendole troppo difficili. Continua a leggere

Più libri più liberi: Festival e territorio

Qualche mese fa, nel corso della Fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, organizzata a Roma dall’AIE, presso La Nuvola, abbiamo avuto modo di parlare di Festival e territori, e della declinazione che la cultura assume negli stessi.

Io ero invitato a rappresentare, per la Provincia di Rieti, Liberi sulla Carta, mentre a raccontare analoghe esperienze dalle provincie di Roma, Latina e Viterbo c’erano Francesca Mancini (InQuiete), Graziano Lanzidei (Potere alle Storie) e Filippo Rossi (Caffeina). Continua a leggere

Le sentenze al tempo del web

Lucano Paita BoschiNelle ultime ore sono arrivate sentenze che assolvono dalle accuse che erano loro rivolte, l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano (“nessun illecito, aiutava la gente” riguardo le accuse sugli appalti per la raccolta differenziata e i “matrimoni combinati”), l’ex assessore regionale ligure Raffaella Paita (“non spettava a lei diramare l’allerta”, l’accusa era omicidio colposo per l’alluvione a Genova) e Pier Luigi Boschi, papà della più celebre Maria Elena (che dopo le accuse di falso e di accesso abusivo al credito sul caso Banca Etruria, ha visto cadere anche l’accusa di bancarotta). Continua a leggere

Difendiamo la famiglia

Avete ragione: abbiamo bisogno di una campagna di sostegno alla famiglia.

Per questo mi aspetto che chi si erge a suo difensore rivendichi il diritto alla casa, al lavoro e allo studio, sia in prima fila per promuovere iniziative di aiuto alle coppie giovani o agli anziani che vivono in casa con i figli, o che incentivino la natalità garantendo asili, sostegno economico, occupazione stabile, misure che tutelino la paternità e la maternità del lavoratore.

Quello che vedo invece è una gran voglia di rivendicare un modello di famiglia contro tutti gli altri, con accenti esplicitamente omofobi e una grossa dose di ipocrisia, unita alla tradizionale, questa sì, colpevolizzazione delle donne che non sfornano figli, con un ricatto morale spregevole, un sessismo degno degli anni ’50 e pure una colpevole mancanza di sensibilità verso tutte quelle coppie che magari un figlio vorrebbero averlo e non riescono a concepirlo.

Non lo fanno per suggerire soluzioni, quella è una scusa: la vera motivazione è avere un pulpito dal quale fare la cosa che amano di più: esprimere giudizi, meglio se indicando agli altri il modo giusto di usare i propri organi genitali. Si sentono crociati di Dio, ne sono la triste caricatura, privi dell’unica cosa divina che Dio, se c’è, ha lasciato sulla terra: l’amore per il prossimo.