Quando mi hanno chiesto di far pare del Comitato di selezione del premio Potere alle Storie ne sono stato felice e onorato: felice perché questo premio nasce dall’omonimo festival letterario cui sono affezionato per aver partecipato negli ultimi due anni (con Guy Chiappaventi, Carlo Miccio e Luciana Mattei a parlare di calcio e narrazione nel 2017, con Pippo Civati per parlare del rapporto tra politica e cultura lo scorso anno); onorato perché nel comitato ci sono firme ben più autorevoli della mia che danno lustro all’iniziativa: tra gli altri Guy Chiappaventi, Flavia Perina e Filippo Rossi, per limitarmi a quelli che ho avuto il piacere di conoscere personalmente.
Il premio PAS intende promuovere racconti e storie capaci di offrire un punto di vista sulla nostra contemporaneità e prevede quattro categorie:
- La migliore storia del 2019;
- La narrazione che meglio di tutte ha saputo contribuire al rinnovamento dei linguaggi;
- La migliore narrazione del 2019;
- Il miglior narratore (storyteller) per efficacia e tecnica narrativa.


A meno di vent’anni ero stato rapito dallo Zibaldone e, con l’ignoranza tipica di chi ha studiato, ma sempre troppo poco, incontrata una cosa così bella pensavo fosse l’unica, l’ultima veramente necessaria, che non ci fosse null’altro di importante da leggere. Eppure non sono mai riuscito a leggerlo tutto. 


Papà sapeva quanto mi piacesse leggere. Eppure, in tutta la sua vita, mi ha parlato solo di due libri.